Asperger: potenzialità di una possibile variante del cervello umano. Pt.1

Asperger - Wordcloud 1 - Nuvola di parole 1

Nell’arco di una settantina d’anni, si è passati dal definire l’Asperger una ‘psicopatia autistica’ a considerarla una manifestazione della neurodiversità che contraddistingue il genere umano. L’Asperger è per certi versi un fardello da trasportare con pazienza, per altri una miniera di opportunità; e oggi tenteremo di guardare le cose dal punto di vista di questi ‘little snowflakes’, ognuno unico e irripetibile.

<<In cosa sono “tipicamente” Aspie? Dal mio punto di vista, in tutto. Io so quanto sono diverso da voi, e voi nemmeno sospettate che possano esistere esseri viventi così simili a voi, ma così profondamente diversi. Io penso diversamente, penso velocissimo; penso cose a cui nessuno penserebbe mai; colgo schemi in tutto… percepisco il vivere della natura, comprendo “da dentro” la meteorologia, vedo gli eventi fisici come Neo in Matrix vede la realtà: formule e regole.
Quasi mai la gente mi capisce.>> A.M.

Cos’è l’Asperger, e qual è la sua causa?

La sindrome di Asperger è una condizione neurobiologica diagnosticata in 1 bambino ogni 250-5000. Venne descritta per la prima volta negli anni ’40 del ‘900 da Hans Asperger, un pediatra austriaco; l’eponimo risale però agli anni ’80, quando la dottoressa Lorna Wing scoprì i suoi lavori, che erano passati un po’ inosservati perché poco tradotti in inglese.

Attualmente si pensa che l’Asperger sia una sindrome multifattoriale, che non ci sia quindi un’unica causa. Sono state identificate numerose mutazioni genetiche che soddisfano i requisiti per essere definite ‘fattori di rischio’: i ricercatori pensano che le varianti genetiche trasmesse dai genitori siano molto importanti nella genesi della sindrome di Asperger.

L’ipotesi è che i fattori genetici interagiscano con dei fattori di rischio ambientali. Ne sono stati identificati più di 50, ma non è semplice studiare l’esposizione o stabilire con certezza delle relazioni causa-effetto.

La cosa curiosa di questo articolo… è che ci accingiamo a parlare di qualcosa che per la comunità scientifica non esiste più. Almeno, non come categoria diagnostica esplicita.

La “scomparsa” dell’Asperger: uno spettro aleggia sul DSM-5.

Il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali) è l’ultima creatura dell’American Psychiatric Association, uscita nel maggio 2013. Nel manuale aggiornato la categoria “disturbo di Asperger” – presente nel DSM-4 – è stata inserita in un contenitore più spazioso, chiamato disturbi dello spettro autistico (ASD).

Asperger - Disturbi dello spettro autistico - ASD- grafico ad anello

Come si colloca l’Asperger all’interno dell’ASD. PDD-NOS: disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato.

Gli esperti hanno motivato questa scelta dicendo che la ricerca scientifica non era riuscita a differenziare l’Asperger dall’autismo classico (vedi la review di Dell’Osso et al.): in effetti, seppure molto diverse, queste condizioni hanno delle caratteristiche in comune; ecco perché vengono presentate come differenti livelli di gravità nello stesso spettro, con l’Asperger situato all’estremità a più alto funzionamento.

Nonostante ciò, molti esperti e molte persone continuano a parlare di Asperger, o a definirsi Aspie, perché si identificano con questo nome.

La scelta fatta con il DSM-5 ha sollevato numerose polemiche, le quali si sono concretizzate in uno studio pubblicato all’inizio del 2019 su Nature Genetics (Grove et al.), che ha coinvolto 18.381 persone dello spettro autistico e 27.969 controlli neurotipici.

In poche parole, è venuto fuori che l’architettura genetica alla base dell’Asperger è diversa da quella alla base dell’autismo classico.

Vediamo le caratteristiche di questa forma di autismo ad alto funzionamento.

Volendo ridurre la questione all’osso, la sindrome di Asperger è caratterizzata da

  • delle difficoltà in ambito sociale ed emotivo;
  • dei comportamenti e interessi ristretti e ripetitivi.

Fine delle generalizzazioni. Infatti, l’Asperger è a sua volta un contenitore: e in questa definizione si ritrovano persone con un quoziente intellettivo nella media per la loro età, persone con un QI inferiore a questa media; e addirittura soggetti detti ad altissimo funzionamento, avendo delle capacità intellettive nettamente superiori alla norma.

Senza contare che in diverse persone l’Asperger esiste insieme ad altre condizioni, come l’ADHD, tra le quali ci sarebbe un collegamento genetico (vedi sempre Grove et al.) e ciò rende la situazione ancora più variegata e complessa.

Ogni persona Aspie ha un profilo unico di punti di debolezza e di forza.

Difficoltà a fare amicizie e tendenza all’isolamento.

Le persone Asperger appaiono dall’esterno solitarie, poco propense alla vita sociale.
Il fatto è che le persone Aspie sarebbero anche interessate a stare in compagnia… ma non hanno idea di come farlo! Non sanno come approcciare le persone, come inserirsi nei gruppi, che cosa rende simpatici e cosa invece infastidisce… sono coscienti di avere qualcosa di particolare, però non sanno che cosa.

Diversi gruppi di ricerca hanno studiato il funzionamento sociale di chi è Aspie e avanzato le seguenti ipotesi. L’Asperger sarebbe collegato a problemi

  • con la teoria della mente (ToM, Theory of Mind), la capacità di capire le intenzioni, le emozioni e le credenze degli altri – e di imitarle se necessario – ma anche di dedurre il proprio stato mentale.

    Se mi dici tale cosa, Io penso che Tu pensi che forse dovrei comportarmi così”

Sembrerebbe che la ToM sia associata all’attività della giunzione temporo-parietale destra del nostro cervello.

Asperger - Social Context Network Model

Frontiers in Neuroscience (modificata).

  • a cogliere i segnali impliciti dal contesto in cui si trovano (contextual cues), i quali sono fondamentali per decifrare una data situazione sociale (mentre non hanno problemi con i segnali e le regole esplicite);

È stato proposto che la capacità del contesto di influenzare le performance sociali dipenda da una rete nervosa che coinvolge i lobi frontale, temporale e l’insula (Baez e Ibañez, 2014).

  • a comprendere e utilizzare il linguaggio non verbale, cioè il contorno delle parole: le espressioni facciali (molti Aspie sono amimici), la prosodia, ossia la musicalità della voce (alcuni Asperger hanno una intonazione della voce un po’ monotona, a volte “robotica”), la postura del corpo e il gesticolare.
    Christopher Boone, un 15enne Aspie, usava delle figure come questa per imparare le emozioni espresse dai volti:

Asperger - Difficoltà sociali - Problemi a leggere i volti

In generale, sembrerebbe che le persone dello spettro autistico (ASD) abbiano un deficit della capacità di analisi visiva delle emozioni trasmesse dai volti, e perciò un problema a imitare “interiormente” queste espressioni tramite il sistema dei neuroni specchio, e ad elaborare le emozioni dei visi tramite il sistema limbico (vedi Kim et al. in questa review).

  • comprendere che le interazioni sociali hanno il carattere della reciprocità: in poche parole, a volte si ricevono ascolto e attenzione, a volte si danno.
    Chi è neurodivergente non comprende bene questo meccanismo; potrebbe impegnare per mezz’ora l’altra persona in una conversazione a senso unico, senza realizzare che l’altra persona vorrebbe aggiungere qualcosa di suo o sta perdendo interesse.
  • con l’empatia. Non vuol dire che gli Asperger non hanno empatia verso gli altri.
    Alcune persone Aspie hanno problemi con l’empatia cognitiva, l’abilità ad assumere la prospettiva dell’altro; ma una volta che si spiega loro la situazione non hanno problemi a provare i sentimenti dell’altra persona (empatia emozionale).
    C’è chi spiega l’apparente freddezza degli Asperger con la teoria dello “sbilanciamento empatico”:

La componente affettiva dell’empatia sarebbe nella norma, o anche superiore alla norma, tuttavia, il deficit nella teoria della mente e nella presa di prospettiva causerebbero un ipercoinvolgimento della persona; l’intensità delle emozioni è intollerabile e allora si sceglie il ritiro sociale.

Le persone Aspie possono subire atti di bullismo, mobbing, e l’emarginazione, perché considerate bizzarre, innaturali… e senza qualche venerdì. Così diventano ansiose, hanno paura di essere rifiutate e si rinchiudono sempre più in se stesse.

Il rischio è di restare asintoti: condannati a cercare di avvicinarsi all’infinito alle persone, senza riuscire mai a raggiungerle veramente.

Vita sentimentale/sessuale un po’… complicata.

La difficoltà a leggere il linguaggio del corpo si presenta anche in campo sentimentale e sessuale. Non riescono a capire come proporsi alla persona per cui “sbavano” – come Sam, il protagonista di Atypical – e di solito non hanno nessuno che possa consigliarli (e lo sappiamo tutti che certi film non danno buoni consigli).

È noto che una cosa molto importante nel corteggiamento amoroso è parlarsi con gli occhi, e con lo sguardo chiedersi a vicenda: “Hey, tu, che intenzioni hai?”.

Mentre nelle persone Asperger è stato visto che spesso evitano il contatto visivo: degli studi hanno evidenziato che tendono a focalizzarsi più sulla bocca (Faridi et al. 2017). Oppure tendono ad avere lo sguardo perso in un punto imprecisato.

E ricordate: se dovete fare una dichiarazione d’amore a una persona Aspie, ecco… prendetevi la serata libera, perché vi farà penare parecchio, prima di azzardarsi a capire che vi piace!

Grande onestà, a costo di mettersi nei guai.

<<Non esiste realtà alternativa, per quanto ben congegnata, che possa essere più attraente della verità. Mentire ha un costo troppo alto; sia per l’economia del cervello, che dal punto di vista etico.>> C.K.

I bambini e gli adulti Aspie di solito non sono in grado di mentire efficacemente. Se inventano bugie, queste possono essere puerili e facili da smascherare. Per questo possono chiedere a qualcuno di mentire per loro.

Il fatto è che, per mentire, è necessario inventare rapidamente una storia fittizia, e tenere bene a mente tutti i particolari per non contraddirsi mai; e ciò comporta un enorme dispendio di energie mentali. 

Ma c’è un’altra cosa: per chi è Asperger, mentire non solo è difficile, ma è anche distruttivo e senza senso.

Perché entrare nel mondo della finzione, quando si può dire la verità? Perché non si può essere trasparenti come l’acqua? Perché i neurotipici dicono di apprezzare la sincerità e la schiettezza, ma mentono continuamente, a scuola, sul lavoro, alle persone che dicono di amare?

Queste sono alcune delle domande che gli Asperger si fanno. Premio per la loro onestà è di essere giudicati ingenui e non abbastanza navigati, o fuori di testa.
Eppure è proprio questa loro caratteristica che consente loro di tirare dritto e di sfidare le convenzioni, anche quando la maggioranza non è d’accordo con loro.

Ipersensibilità/iposensibilità sensoriale.

Molte persone Aspie o neurodivergenti percepiscono più intensamente luci e colori, suoni, sensazioni tattili, odori e sapori. E possono essere più o meno sensibili al dolore dei neurotipici.

Questa ipersensibilità può portare a un estremo amore o a una estrema avversione per alcune sensazioni:

  • la persona può seguire una dieta molto ristretta e rigida perché odia profondamente alcuni sapori o consistenze di cibi, oppure può detestare che i cibi si mescolino nel piatto o in bocca, o non riuscire nemmeno a guardare una pietanza troppo fredda;
  • può indossare solo determinati tipi di tessuti, taluni per esempio odiano la sensazione data sulla pelle dai capi sintetici;
  • può evitare certi luoghi perché troppo illuminati o rumorosi, come locali di svago e supermercati;
  • può reagire con fastidio a un tocco troppo lieve o troppo forte da parte di una persona, anche se questa ha intenzioni affettuose.

Riprendendo l’esempio del giovane Christopher Boone, questi amava il rosso e odiava tutto ciò che era giallo e marrone; inoltre non amava molto il contatto fisico, ma gli piaceva incontrare le mani della madre facendo un movimento particolare con le dita.

Un’altra cosa tipicamente Aspie è quella di offrire troppe info tutte in una volta…

Ecco perché per ora ci fermiamo qui. Non perdetevi la parte 2.

Alla prossima.

Nel frattempo, ecco le fonti da cui ho tratto questo articolo:

Sito della Spazio Asperger ONLUS
Basic and Clinical Neuroscience (Faridi et al. 2017): Behavioral, cognitive and neural markers of Asperger Syndrome
Amanda E. Wagner, University of Austin, Texas (2017): Patterns of brain functional connectivity within neurocognitive subtypes of Autism Spectrum Disorder
Clinical Practice & Epidemiology in Mental Health (Dell’Osso et al. 2016): From Asperger’s Autistischen Psychopathen to DSM-5 ASD and beyond – a subthreshold autism Spectrum model
Frontiers in Neuroscience (Baez, Ibañez, 2014): The effects of context processing on social cognition impairments in adults with Asperger’s syndrome
Davide Moscone, David Vagni: La sindrome di Asperger e l’autismo lieve tra Neurodiversità e disabilità
Experimental Neurobiology (Ha et al. 2015): Characteristics of brains in Autism Spectrum Disorder: structure, function, and connectivity across the lifespan
Frontiers in Human Neuroscience (Gonzalez-Gadea et al. 2014): Interindividual cognitive variability in children with AS
Frontiers in Neuroinformatics (Velásquez, Galán, 2013): Information gain in the brain’s resting state: a new perspective on autism
Frontiers in Human Neuroscience (Vulchanova et al. 2015): Figurative language processing in Atypical population – the ASD perspective

Le altre sono disseminate nel testo.

 

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